Nel romanzo sono raccontate le vicende di diverse opere d'arte, ciascuna legata ai personaggi che le hanno dipinte o commissionate. In questa sezione puoi vederle e scoprire qualche informazione sulla loro storia.
Questo dipinto, tra le opere più affascinanti del Seicento, è ancora avvolto nel mistero. Per secoli si è creduto che fosse il ritratto di Beatrice Cenci, a opera di Guido Reni, ma non c'è alcun supporto documentale a favore di questa ipotesi, che oggi viene considerata una leggenda senza fondamento.
Negli anni, il quadro ha avuto diverse attribuzioni. Nei primi anni duemila, lo storico dell'arte Massimo Pulini - con un lungo studio basato soprattutto su criteri stilistici - è arrivato ad attribuirlo alla pittrice bolognese Ginevra Cantofoli. In tempi ancora più recenti, anche questa attribuzione è stata messa in discussione. La vicenda sembra non avere fine.
Dove si trova: Gallerie nazionali d'arte antica, Palazzo Barberini, Roma.
All'inizio del Seicento venne costruita, in via San Vitale a Bologna, la chiesa dei Mendicanti detta di dentro (per distinguerla da quella che si trovava fuori porta).
La chiesa divenne subito un luogo importante: le varie corporazioni dei mestieri infatti acquistarono le cappelle con l'intenzione di farle decorare dai migliori artisti della città.
L'Arte della seta, la più ricca e prestigiosa, commissionò a Guido Reni una grande pala raffigurante San Giobbe, il loro santo patrono. Ci vollero però tredici anni prima di vederla realizzata.
La peste del 1630 contribuì certamente ai ritardi, ma le trattative furono lunghe e complicate anche perché Guido Reni rallentava i lavori e chiedeva compensi sempre più elevati.
Dove si trova: Cattedrale di Notre-Dame, Parigi.
Fuori dalle mura di Bologna, dove oggi sorge il cimitero monumentale, si trovava un monastero di frati certosini. Nel Seicento, sotto la guida del priore Daniele Granchio, i frati avviarono un grande progetto per decorare la loro chiesa, intitolata a San Girolamo.
Incaricarono i migliori pittori della città di realizzare grandi tele, larghe quasi cinque metri, dedicate agli episodi della vita di Gesù.
A Giovanni Andrea Sirani venne commissionata La cena a casa del fariseo, un episodio del vangelo secondo Luca.
Sulla tela si nota ancora adesso il segno di un "pentimento": il volto di Cristo era stato in un primo momento raffigurato di profilo, e poi modificato nella posizione a tre quarti. È probabile che la correzione sia stata richiesta dai committenti per fare aderire meglio la scena al significato della scena evangelica.
Dove si trova: Chiesa di San Girolamo della Certosa, Bologna.
Cinque anni dopo, i certosini si rivolgono ancora alla bottega Sirani per la tela del Battesimo di Cristo. Ma stavolta affidano l'incarico a Elisabetta, non ancora ventenne.
Lei immagina fin da subito una scena dinamica, affollata di figure, con dettagli di vita quotidiana: un giovane che indossa una calza, una donna che stende i panni, un'altra con un neonato.
Dipinse anche due piccole figure di sante che andarono collocate ai due lati del quadro. In una delle due ritrasse se stessa.
Così è raccontato nel suo diario:
Un grandissimo quadro per li PP. della Certosa, entro il quale vi è il Battezzo di Christo nel Giordano: e le due santine che vanno dalle bande in sua compagnia, et in una di queste è il mio ritratto, cioè quella che guarda al Cielo.
Dove si trova: Chiesa di San Girolamo della Certosa, Bologna, di fronte a quello del padre.
Porzia era la moglie di Bruto, uno degli assassini di Giulio Cesare. Si ferì alla coscia per dimostrare al marito di avere la stessa forza d'animo degli uomini perché lui non la tenesse fuori dalle decisioni politiche.
Elisabetta Sirani non la dipinge nel momento finale, quando si toglie la vita ingerendo braci ardenti. Sceglie invece di fermare l'attimo della sua dimostrazione di coraggio.
Il quadro era stato commissionato da un ricco mercante, Simone Tassi, e potrebbe essere stata sua moglie a fare da modella.
Dove si trova: museo di Santa Maria della Vita, Bologna.